L’ONU per la conquista dell’uguaglianza di genere

L’articolo II della Dichiarazione universale dei diritti umani riconosce a tutti gli individui gli stessi diritti, senza discriminazione di razza, lingua, religione o sesso. Nonostante questo, le donne subiscono numerose privazioni dei diritti fondamentali. Sin dalla loro fondazione, le Nazioni Unite hanno svolto un ruolo indispensabile per l’avanzamento e la difesa dei diritti delle donne.

L’ONU nasce con la Conferenza di San Francisco nel 1945, alla quale partecipano 160 paesi, ma tra i rappresentanti di questi ultimi, solo quattro sono donne. Nonostante questa bassa rappresentanza, il trattato istitutivo delle Nazioni Unite è il primo a proclamare l’uguaglianza tra uomo e donna come parte fondamentale dei diritti umani. L’organizzazione include tra gli obiettivi della sua missione: quello di proteggere donne e bambine; di eliminare ogni discriminazione nei confronti delle donne; di includere il mondo femminile nei processi di pace e di promuovere eguali diritti ed opportunità per uomini e donne.

Sotto l’egida dell’ONU, viene fondatala Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne, che si occupa di promuovere la parità di genere, della stesura sia della Dichiarazione universale dei diritti umani sia della Convenzione sui diritti politici delle donne: primo strumento giuridico riguardante i diritti della donna che enuncia il diritto a votare, ad essere elette e a poter svolgere qualsiasi impiego pubblico.

Punto di svolta per il mondo femminile è l’adozione della Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne: essa elenca i diritti che devono essere garantiti alle donne e le misure che gli Stati devono mettere in atto per eliminare ogni forma di discriminazione nei loro confronti.

Nel 1975, viene inaugurato il Decennio delle Nazioni Unite per le Donne, durante il quale hanno luogo tre delle Conferenze mondiali sulle donne. A Città del Messico (1975) vengono affrontati tre temi: il coinvolgimento delle donne nella lotta per la conquista della pace, il superamento degli stereotipi di genere e l’inclusione delle donne in tutti i livelli di sviluppo. Il prodotto finale della conferenza è la Dichiarazione del Messico, le cui linee guida vengono integrate durante la successiva conferenza di Copenaghen (1980).

Ultimo incontro è quello svoltosi nel 1985 a Nairobi, dove vengono stilate le Strategie di lungo periodo per il progresso delle donne fino al 2000, le quali formalizzano un maggiore impegno dell’ONU verso la questione di genere.

Nel 1991 inizia la Global Campaign, che include sedici giorni di manifestazioni contro la violenza di genere e la realizzazione del Global Tribunal on Violations of Women’s Human Rights.

Il percorso intrapreso con la Global Campaign vede il raggiungimento dei primi obiettivi nel 1993, durante la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne a Vienna. Qui viene sancito un principio fondamentale: i diritti delle donne fanno parte dei diritti umani e sono quindi inalienabili ed indivisibili.

Dal 1995, l’ONU si impegna sul fronte legale per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere, emanando numerose risoluzioni che riguardano la condizione e la protezione delle bambine; la prevenzione e la risposta alla violenza sessuale nei conflitti armati e l’incremento della leadership femminile nei processi di pace e prevenzione dei conflitti. In questo stesso anno, ha luogo a Pechino l’ultima delle Conferenze sulle donne, durante la quale viene elaborata una Piattaforma di Azione vincolante e viene richiesto un maggiore impegno degli Stati per raggiungere gli obiettivi di uguaglianza, sviluppo e pace per ogni donna.

Uno dei più grandi successi delle Nazioni Unite nell’ambito dei diritti delle donne è la creazione di un apposito ente per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile: UN Women.

L’ente cerca di superare i pregiudizi della società e gli ostacoli che le donne si trovano quotidianamente ad affrontare, attraverso la creazione di programmi generali, sviluppati a livello internazionale ed interventi mirati a livello locale nei paesi.

Nonostante i traguardi raggiunti in campo politico e sociale, il settore militare è ancora visto come una prerogativa dell’universo maschile. Da questa visione si distanziano però le Nazioni Unite, le quali, ritengono chele donne debbano avere un ruolo risolutivo sia nelle missioni di peacekeeping, sia all’interno dei negoziati di pace che dei processi di ricostruzione e stabilizzazione del paese. Cercando di seguire le linee direttrici date dalla Risoluzione 1325, l’ONU invia nel 2007, in Liberia, la prima unità di peacekeeping interamente formata e guidata da donne: la Female Formed Police Unit.

Nonostante i successi ottenuti, la strada è ancora in salita e l’impegno delle Nazioni Unite deve progredire nel tempo, sfidando ogni costrizione e pregiudizio, affinché in ogni Paese, le donne possano godere di tutti i diritti e possano essere viste non solo come vittime di guerra o di abusi, ma come vere e proprie agenti di cambiamento e di sviluppo.

*da WIIS, 22/12/2017